Le letture

Le letture

I libri che stiamo leggendo adesso sono:

Bill Bryson: "Breve storia di (quasi) tutto" - Guanda. Debbo confessare che certi libri li compro per il titolo: come si fa ad avere la prestesa discrivere una storia di (quasi) tutto? Questa volta non mi sono pentito di essermi lasciato sedurre. Bryson e' uno di qegli scrittori che unisce a una incredibile capacita' di divulgazione, un humor leggero e divertente. Il libro e' , appunto, la storia dell'universo e della vita. Bryson spiega con capacita'  e semplicita', i meccanismi geologici, fisici, chimici, biologici hanno reso possibile la nascita dell nostro pianeta e della vita su di esso.

Dario Biagi: "L'incantatore" - Avagliano. Il sottotilo e' : "Storia di Gian carlo Fusco". E infatti il libro e' una bella biografia di quello che, a detta di chi lo ha conosciuto, e' stato il piu' grande narratore orale dell'Italia del dopoguerra e uno dei piu' grandi giornalisti del secolo scorso. Io l'ho scoperto tardi, quando teneva una rubrica su "le Ore", un giornale di grande successo negli anni '60 che ha avuto il merito di far uscire gli italiani dall'ignoranza di tutto cio' che riguarda il sesso. Poi ho letto "Le rose del ventennio", "Duri a Marsiglia", "Guerra d'Albania". Fusco e' uno di quei personaggi che hanno dissipato la loro genialita'  vivendo "troppo". E la ricchezza di questa vita si riflette nei suoi libri. Se non lo avete ancora fatto, fatelo: ne vale la pena.

Tiziano Terzani: "La fine e' il mio inizio" - Longanesi. L'ho appena comprato e non ho ancora cominciato a leggerlo ma voglio segnalarlo ugualmente perche' gia' so che sara' un libro emozionante come lo sono stati tutti quelli di Tiziano Terzani ed interessante come e' stata la sua vita, finita due anni fa per un tumore e che l'autore racconta al figlio Fosco nei giorni precedenti la morte.

Giovanni De Luna: "Il corpo del nemico ucciso"  - Einaudi. Il sottotilo e': "Violenza e morte nella guerra contemporanea" e io non so bene come giudicare questo libro. L'operazione che fa l'autore e' semplice: mostrare che fare la guerra significa uccidere il nemico e quindi i morti ne sono il prodotto primo e necessario. I corpi dei nemici uccisi mostrano quanto poco di monumentale ci sia nella guerra e l'uso che si fa dei morti cambia a seconda del tipo di guerra: basti pensare a quello che abbiamo visto in Iraq. Il libro ripercorre la storia del novecento da questo punto di vista.


Se vi va di scambiare idee su questi libri o su altri che vi sono piaciuti, ne saremmo felici

 

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un altro amico che scrive..date un'occhiata,ne vale la pena