"Attraverso i cani rendiamo omaggio all'amore e alla sua possibilita'. Che cos'e' un cane se non una macchina per amare? Gli si presenta un essere umano, affidandogli la missione di amarlo, e per quanto costui sia sgraziato, perverso, deforme o stupido, il cane lo ama"
(Michel Houellebecq - La possibilita' di un'isola")
Clarence, (*) detto anche Clae, era il nostro labrador retriver. E' morto il 21 novembre del 2008, per un tumore e ancora non siamo riusciti, almeno io, Franco, a pensare ad un altro cane. E' vissuto per 10 anni con noi e con 2 mici, Pessoa e Daniele e, negli ultimi due anni, anche con Hansel e Gretel. In realtà gli sarebbe piaciuto vivere con.....tutti. Aveva solo amici e a volte era anche imbarazzante nelle sue effusioni con chiunque suonasse alla porta o incontrasse per strada (beh', qualche maschio "nemico" c'è stato, ma quando tentava la zuffa ed era richiamato all'ordine sembrava giustificarsi con : "m'ha provocato...io sono buono...").
Singolare come accoglieva i nuovi arrivati, umani e non: in questi anni hanno chiesto ospitalità da noi un merlo indiano, 5 gatti, 2 conigli, 5 tartarughe, oltre ovviamente gli occasionali.
Con tutti lo stesso rito: un'occhiata di traverso, un'annusata, una leccata chilometrica per lasciare indelebile il suo umore, poi la posizione da "ferma" (in realtà elaborava odori, sapori..insomma dava i voti), poi un salto liberatorio a zampe pari, un "Evviva, sei dei nostri!!!" e giù baci..
Tragica era la danza dell'accoglienza: corsa frenetica con il nuovo arrivato, zolle d'erba sollevate e fiori decapitati....
(*) Come l'aspirante angelo de "La vita è meravigliosa"
Pippo e Perla sono i "cugini" di Clae, splendidi West Highland White Terrier di Anna e Tony.