Namibia

Namibia

E' stata la nostra "prima Africa" ed il riuscitissimo collaudo di viaggio con Anna e Tony.
Organizzato tutto da Roma, con l'appoggio di un'agenzia locale di Windhoeck, siamo riusciti ad avere una guida/autista parlante italiano e caricare tutto su una vecchia Land Rover passo lungo.Le sorprese dopo il viaggio con l'Air Namibia , una volta atterrati, sono state due: la guida parlante italiano era il realtà un simpaticissimo triestino, David, e ci sembrava di essere arrivati in Baviera..sia per l'altitudine (più di 1600 m. s.l.m. ) sia per l'architettura (eredità della colonizzazione tedesca).
Dalla capitale, l'itinerario è stato tra i più vari ed indimenticabili.Stancante, perchè al giorno si percorrevano più di 300/400 km (non incontrando anima viva), ma ne è valsa veramente la pena.
Animali, pochi.Il Parco Etosha, il più visitato, non è molto grande.Ghepardi,leoni ed elefanti ne abbiamo visti, ma il più nelle riserve private e quindi quasi...domestici.In Namibia non ci si va per un safari, ma per immaginare come poteva essere il mondo subito dopo la Creazione:i punti di forza di questo strano e straordinario Paese sono infatti altri:il deserto del Namib con la stravista oasi di Sossusvlei e il Damaraland, la Skeleton Coast con la riserva di otarie di Cape Cross (per i deboli di naso si consigliano le mascherine...), lo Spitzkoppe, le pitture rupestri del Brademberg, i graffiti di Twyfelfontein , la Foresta Pietrificata, la Montagna Bruciata, l'Organ Pipes, Walvis Bay emozionante con i fenicotteri in volo contro il sole al  tramonto sull'oceano.
Mozzafiato il Fish River Canyon.Singolare l'incontro con i Boscimani.
Bello il silenzio:tanto.
Ed il nulla.
Così forse era il mondo molto tempo prima che nascessimo...

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